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La creatura venuta dallo spazio aveva studiato a fondo il cristianesimo per capire, se possibile, perche’ per i cristiani fosse tanto facile essere crudeli. Era arrivata alla conclusione che il guaio derivava almeno in parte dal modo trasandato in cui era scritto il Nuovo Testamento. Secondo lui, l’intento dei Vangeli era insegnare alla gente, fra le altre cose, a essere misericordiosi, anche verso i piu’ umili.
Ma i Vangeli, in realta’, insegnavano questo:
Prima di uccidere qualcuno, accertati bene che non abbia relazioni importanti. Cosi’ va la vita.

La magagna nelle storie di Cristo, diceva la creatura venuta dallo spazio, era che Cristo, malgrado le apparenze, era il figlio dell’Essere Piu’ Potente Dell’Universo. I lettori lo capivano e cosi’, quando arrivavano alla crocifissione, naturalmente pensavano:
Oh, accidenti…Hanno scelto proprio la persona sbagliata per il loro linciaggio, quella volta!
E questa idea aveva una sorella: “Ci sono delle persone giuste da linciare”. Chi? Quelle che non hanno relazioni importanti. Cosi’ va la vita.

La creatura venuta dallo spazio dono’ alla Terra un nuovo Vangelo. In esso Gesu’ era veramente un uomo qualunque, e una seccatura per un sacco di gente che aveva relazioni piu’ importanti delle sue. E diceva anche li’ tutte le cose belle e imbarazzanti che diveva negli altri Vangeli.
Cosi’ un giorno la gente si diverti’ a inchiodarlo a una croce e a piantare la croce nel terreno. Non ci sarebbero state ripercussioni, pensavano quelli che l’avevano linciato. Anche il lettore era indotto a pensarlo, poiche’ il nuovo Vangelo seguitava a ripetere che Gesu’ era proprio un nessuno.
E poi, un momento prima che questo “nessuno” morisse, i cieli si aprirono, e mandarono tuoni e lampi. Dall’alto scese stentorea la voce di Dio. Dio disse alla gente che adottava quel barbone, dandogli i pieni poteri e privilegi del Figlio del Creatore dell’Universo per tutta l’eternita’. Ecco quello che disse: D’ora in poi Egli punira’ orribilmente chiunque tormentera’ un barbone senza relazioni importanti!

”

— Mattatoio N.5 - Kurt Vonnegut

Aug 29 2010
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